Vellum steso a telaio

Vellum steso a telaio

Il "Vellum" (detto anche pergamena o cartapecora o ancora carta pecudina) è una pelle di animale di solito di agnello o vitello non conciata e composta di collagene, utilizzata come supporto scrittorio fino al XIV secolo, quando venne gradatamente soppiantata dalla carta di canapa o d'altre fibre tessili.

La pergamena utilizzata dallo scriptorium amanuense Scritto a Mano è la più fine e pregiata selezionata con cura in ogni singola membrana.

Ogni telaio è realizzato a mano su misura del singolo pezzo di pergamena per il quale esso è concepito. La pergamena va posta bagnata su di esso, e stesa grazie ai tiranti in canapa fissati alle estremità grazie ai sassi di fiume o ai buchi;

Ad oggi consigliamo i telai con montata sul retro una tavola. In questi telai le pergamene vengono fissate grazie a dei chiodi, invece che girare il canapo intorno al legno. I vantaggi sono almeno due:

  • la tavola può essere dipinta del colore che preferite per garantire il miglior contrasto della pergamena (fatto salvo diverse indicazioni dipingiamo la parte a vista della tavola di nero
  • il telaio assume maggiore rigidità e stabilità visto che la pergamena esercita una pressione costante sul legno.

Et hanc Alexandri Magni victoria repertam auctor est M. Varro, condita in Aegypto Alexandria. Antea non fuisse chartarum usum […]. Mox aemulatione circa bibliothecas regum Ptolemaei et Eumenis, supprimente chartas Ptolemaeo, idem Varro membranas Pergami tradit repertas. Postea promiscue repatuit usus rei qua constat inmortalitas hominum.

Secondo Marco Varrone anche l’invenzione della carta risale al tempo della vittoria di Alessandro Magno sull’Egitto, quando fu fondata Alessandria. Stando a lui, prima non si faceva uso di carta […]. Quando poi, a causa della rivalità fra i re Tolomeo ed Eumene a proposito delle loro biblioteche, Tolomeo impedì l’esportazione di carta, sempre secondo Varrone, a Pergamo fu inventata la pergamena. Più tardi l’uso del materiale dal quale dipende l’immortalità degli uomini si propagò di nuovo dappertutto. [Gaio Plinio Secondo "Il Vecchio". Storia naturale. III Botanica. I Libri 12-19. Torino: Einaudi. 1984. ISBN 9788806577292. pp.130-133]